Sorgentedelvino 2014, tre giorni passati tra vini naturali ed estrosi vignaioli

Marco Zanovello

ph. Cristian Di Camillo

Sorgentedelvino 2014Il weekend scorso ho avuto il piacere di passare due intere giornate in compagnia di Marco Zanovello durante l’esposizione della sua azienda Ca’ Lustra all’edizione 2014 di Sorgentedelvino.
Un appuntamento che ormai ha preso sostanza arrivando ad ospitare ben 150 produttori di vini naturali e altri prodotti di tradizione territoriale ed etica biologica.
Tanti, tantissimi sono stati i vini che ho potuto degustare col piacere di trovare dietro ad ognuno di essi la mano e il sapere di un vignaiolo.

Quel che mi porto a casa è un bagaglio di esperienze umane e personali che ricorderò sempre.

Se qualcuno mi chiedesse quale fosse l’aspetto più interessante di tutta la manifestazione non esiterei un attimo a nominare per prima cosa la capacità di relazionarsi e di condivisione dei produttori.
Le giornate a Sorgentedelvino passavano veloci con un via vai continuo di curiosi ed estroversi vignaioli che a vederli sembrava si conoscessero da anni, quasi fossero vecchi amici, invece spesso era proprio lì a Reggio Emilia la prima volta che si incontravano.
Il legame tra tutti si è ulteriormente fortificato con una cena, rigorosamente biologica, organizzata solo per gli espositori che fieri portavano ognuno i propri vini per poi passare da tavolo a tavolo ad offrire sorsi che sono diventati via via sempre più conviviali e spensierati.
Altro appuntamento interessantissimo fu quello di Lunedì quando tutti insieme abbiamo fatto “tavola rotonda” per parlare di Finanza Etica.
Che dire concetto questo che oltre ad essere affascinante è diventato realizzabile grazie ad associazioni quali Mag 6 e Banca Etica che lavorando in sinergia danno la possibilità di associarsi per dimostrare che si può acquisire un fondo anche senza dover chiedere alle banche.
La filosofia su cui nascono queste due associazioni è appunto quella per cui ogni singolo denaro debba avere uno scopo ben tracciabile che non sia per forza l’arricchimento ma l’aumento del benessere ambientale e sociale.
Il pubblico presente era poco classificabile, di differente estrazione e convinto a partecipare da una trasversalità di interessi che non posso stare qui ad elencare, ho incontrato curiosi, bloggers, agricoltori, importatori, ristoratori ecc ecc.
Passando ai vini che ho degustato, premetto sin da ora che il livello generale era decisamente alto, ho respirato vini davvero intensi che riuscivano a darmi la percezione effettiva del territorio da cui uscivano.  Ovviamente certe cose bisogna anche saperle apprezzare e questo lo dico perché di sentori particolari ne ho sentiti più di qualcuno.
Ricordo con piacere la lunga conversazione con Fausto De Andreis di Le Rocche del Gatto mentre degustavo il suo Spiagu Crociata 2006, una selezione di uve Pigato coltivate nella piana d’Albenga dotato di una grande mineralità che si afferma sin dal primo respiro diventando etera ed idrocarburica.

Rocche del gatto

ph. Cristian Di Camillo

Altri vini invece incontrano il piacere di tutti, un Pinot Nero di Cuna non potrebbe mai lasciare spazio ad equivoci, raffinato ed elegante nell’annata 2011 promette un futuro longevo e melodico.
Tra le bollicine non posso che menzionare Casa Caterina di Monticelli Brusati, guidata dall’eccentrico Aurelio che sempre a voce grossa racconta del suo modo di lavorare in Franciacorta, bollicine tutte naturali che stanno sui lieviti anche più di sessanta mesi, forti ed emotive a volte segnate da particolari note ossidative.
Piccola e interessantissima la sezione Estero che prevedeva oltre ai consueti Francia e Slovenia anche Georgia, Spagna e Croazia. Proprio in Croazia mi devo soffermare perché da Giorgio Clai ho degustato la sua Malvasia e ne sono rimasto davvero colpito, armonica e seducente convince anche il più disinteressato a proiettarsi verso la cultura vinicola dell’Istria Bianca.
Vi ho dato un rosso, un bianco, una bollicina ed infine uno straniero e così mi fermo perché inizio ad avere sete. Oltre a queste eccellenze ovviamente ho avuto modo di riscontrare che alcuni vini peccavano di forti problematiche quali accentuata riduzione ed elevata volatile ma sono comunque aspetti convertibili perché dovuti all’inadeguata esperienza di chi l’ha prodotto, che però vi assicuro, era prontissimo a parlarne e farsi consigliare dagl’altri vignaioli.
Sinceramente una cosa che mi ha un po’ colpito è la fascia dei prezzi di questi Vini Naturali, con difficoltà ho trovato vini che scendessero sotto la soglia dei 15 euro! Soprattutto in funzione di alcuni prodotti non del tutto “ben fatti” credo si possa fare qualcosa in più per ridurre determinati prezzi in modo da non far diventare il consumo di vini naturali qualcosa di elitario o comunque esclusivo per chi ha un determinato potere d’acquisto, cosa già successa per i prodotti alimentari biologici.

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Edited by Enrico Giacomin

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