Elianto, Benni ed il Sangue di Giuda

 

– E se avessi immaginato tutto? – disse Elianto.

– Se avessi immaginato tutto, saresti comunque guarito. 

 

Stefano Benni deve berne molto di vino, oppure avere una fantasia smodata, o probabilmente – la verità sta solitamente nel mezzo – entrambe le cose. Elianto rappresenta un po’ l’apoteosi stilistica dello scrittore bolognese, dove si scatena lasciando cadere completamente qualsiasi inibizione al suo ricco immaginario.

L’ouverture ci mostra un ragazzo, Elianto, paralizzato nella sua stanza di una clinica locata in un inventato paese probabilmente italico. Dentro la sua stanza si muovono ombre che disegnano mappe di mondi fantastici, fuori dalla sua stanza personaggi etnicamente variegati e molto caratterizzati interagiscono fra loro, sotto la sua stanza demoni buffi e umanizzati combuttano giù nell’inferno. Tutto bolle ma niente si muove veramente, come sospeso in attesa di una scintilla che faccia scoccare qualcosa, qualcosa che è atteso da tempo immemore. E quella scintilla è Elianto, un semplice adolescente infermo, ma che possiede un potere cercato nei secoli da “ogni genere di cercatori, mistici, avventurieri, profeti e agenzie di viaggio”.

Benni muove – vorrei dire sapientemente, ma in realtà l’impressione è che chi scrive sia sotto acidi – da questa situazione iniziale per scatenare il finimondo di trame, intrecci e storie fra personaggi improbabili e mondi fantastici.

E’ un libro assolutamente ironico, che affronta sempre con sarcasmo ogni situazione, persino quando si riferisce a persone, luoghi e scenari tristemente reali.

Per questa sua esplosione di incredulità vi sento di consigliarvi un vino altrettanto ironico e brioso, il Sangue di Giuda dell’Oltrepò Pavese. A discapito del nome apocalittico, si tratta di un allegro vino da dessert, si presenta alle pupille con un acceso colore rosso rubino e alle papille con un sapore dolce, frizzante e leggermente fruttato. Fantastico per fantastico, c’è anche una leggenda (c’è sempre una leggenda) che accompagna questo vino, che vuole, in puro stile Dan Brown, che Gesù, perdonato Giuda, lo facesse rinascere proprio in quel di Broni. Giuda tutto contento pensò di aver fatto l’affare ma i contadini, riconosciutolo, non gli diedero il tempo di capacitarsi fraccandolo di botte con tutto quello che avevano a tiro, dai pezzi di vitigni alle vanghe, come neanche fosse stato un nero in Alabama. Sullo sfondo Gesù se ne andò fischiettando. Pensateci, al povero Giuda, mentre leggete Elianto e sorseggiate allegramente il suo sangue.

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Showing 2 comments
  • Heidy
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    Semplicemente favoloso.

    • Matteo Momentè
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      Semplicemente grazie. 🙂

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