Google, le imprese del Made in Italy e lo sviluppo digitale

 

Il Made in Italy è un eccellenza mondiale, ma questo è ampiamente risaputo e non è una novità, corretto. Ma che un colosso come Google dedichi attenzione e risorse, per far si che il brand Made in Italy sia presente in modo più consistente e raggiungibile nel mondo digitale del web 2.0, senza dubbio si.

Ma di cosa si tratta più nel dettaglio:
 
I progetti si sviluppano attraverso due siti tra loro paralleli. Il primo nasce come costola del più ampio progetto Google Cultural Institute, in cui le peculiarità del Made in Italy (da cui lo stesso progetto prende nome) vengono mostrate attraverso documenti informativi e storici, foto, video, aneddoti, tutti legati ai prodotti della tradizione agroalimentare ed artigianale italiana.
Una sorta di piccola enciclopedia digitale da dove poter attingere molte informazioni sulle realtà del Made In Italy, molte delle quali sconosciute ai più anche nel nostro paese, figuriamoci in realtà molto lontane da noi e dalla nostra cultura millenaria.

 

Google Cultural Institute(immagine tratta dal sito Google Cultural Institute)


Il secondo invece denominato Eccellenze in Digitale, ove viene offerto in modo gratuito alle PMI (è il caso di sottolineare) la possibilità di accedere a risorse formative (ed a breve anche la collaborazione di 20 giovani esperti “digitalizzatori” che agiranno nel territorio).
Grazie a queste fornire alle PMI del Made in Italy gli strumenti per attingere a quelle conoscenze in ambito digitale, che diano loro la possibilità di migliorare, ma in molti casi anche di sviluppare (in quanto non ancora in essere), la loro presenza online.

Le sezioni in continuo aggiornamento di contenuti, andranno ad accompagnare l’utente attraverso l’assimilazione di quei fondamenti che lo portino a comprendere come sviluppare un business on line. Questo attraverso case history reali, casi di successo ottenuti grazie al web di imprenditori e piccole realtà del Made in Italy, ed ancora, nozioni sulla gestione/incremento della visibilità on line, strumenti e strategie per vendere on line.
Scoprire l’importanza di avere una community on line, di come renderla attiva, farla crescere e come raccontare la propria storia, per far conoscere non solo il prodotto ma anche il percorso e le persone che stanno dietro a tutto ciò.

 

                                       (video tratto dal sito eccellenzeindigitale.it)

 

Entrambi i progetti sono nati dalla collaborazione ed il patrocinio tra Google, Unioncamere, Ministero delle Politiche Agricole, Fondazione Symbola e Università Cà Foscari di Venezia.

Ma qual’è la situazione attuale del Made in Italy on line? alcuni dati ed i trends:

Le Pmi in Italia sono lo scheletro portante della realtà socio-economica, ma a quanto rivelato dai dati in possesso dal principale motore di ricerca (Google), i trends legati alla presenza di queste nel mondo digitale sono poco confortanti.

Da quello che emerge infatti, la situazione attuale delinea che le PMI ambasciatrici dell’eccellenza “Made in Italy” (agroalimentare, turismo, moda), sono ancora molto lontane dalla visione e dalle logiche globali del mondo digitale 2.0.
I dati che Google ha considerato mettono in luce senza dubbio questa realtà, infatti da quello che emerge solo il 34% di queste imprese (PMI legate al Made in Italy) ha un sito internet, e solamente il 13% ha investito nell’e-commerce, risorsa che se utilizzata in modo ottimale permetterebbe di raggiungere anche mercati esteri e “remoti” con più facilità.

Abbiamo però anche dei dati confortanti, che spingono invece a credere nella coerenza e necessità di investire nella promozione digitale del brand Made in Italy. Le ricerche effetuate attraverso il motore di ricerca legate alle queryMade in Italy”, sono cresciute del 12% su base annua, ed il settore agroalimentare ed il turistico sono quelli ad aver avuto il trend di crescita maggiore (anche se la moda rimane ancora quello trainante come volume totale di ricerche).

Conclusioni:

Il potenziale che un brand molto forte e riconosciuto come il Made in Italy può vantare, nel settore agroalimentare in primis, ma come abbiamo visto anche nell’artigianato (che sia moda o hand made) o nel turismo, è inestimabile, ma ampiamente  inespresso nei canali digitali.
Le condizioni che possono portare ad un notevole miglioramento, anche e soprattutto nel mercato dell’export, ha per cui larghi margini di sviluppo e, strumenti come quelli messi in campo in questo caso da Google, in collaborazione con gli enti italiani accennati prima, sono una forte spinta.
Questo potrebbe far si che anche piccole realtà di eccellenza si affaccino al “grande pubblico”, ovvero al mondo del web 2.0.

Riflessione:
Ad esser maliziosi si potrebbe pensare anche ai vantaggi che il promotore di queste iniziative (Google inc.) potrà avere a fronte delle stesse (es. attraverso gli strumenti che esso stesso mette a disposizione e da cui provengono i suoi introiti, la pubblicità nella forma dell’advertising).
Questo però lo potremo vedere solo in seguito, per ora diamo atto alla bontà del progetto e alle prospettive positive che iniziative di questo tipo possono dare ad un brand universalmente riconosciuto come quello del Made in Italy.

E tu cosa ne pensi a riguardo? un tuo commento e la tua opinione sono molto graditi.
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