I migliori vini del 2014

Scusate la latitanza, ma dicembre è stato un mese molto impegnativo e così abbiamo approfittato del lungo ponte per abbandonarci a mangiate e bevute in compagnia di amici e familiari.

Ci voleva proprio, la perfetta ricarica per iniziare al meglio questa nuova annata, il 2015!

E per commemorare il 2014 che è appena passato, vi presentiamo la nostra selezione personale dei migliori vini del 2014.


Luca:

La miglior bottiglia che ho bevuto nel 2014 è stata aperta ad un pranzo domenicale tra amici, tutti enologi. Non poteva essere banale!

Barbaresco Rabajà Docg 2006 di Bruno Rocca: alla vista si presenta rosso granato intenso con riflessi aranciati; al naso è complesso ed elegante, grande armonia tra sentori di frutta di sottobosco, note speziate e balsamiche; al gusto risulta caldo e strutturato, i tannini sono morbidi e avvolgenti e il finale è lungo e persistente. Uno spettacolo!

La prima bottiglia del mio 2015 e una di 10 anni fa: un Ferrari Riserva Lunelli 2005 Blanc de Blancs Metodo Classico Trentodoc. Solo uve Chardonnay, la prima fermentazione avviene in grandi botti di rovere austriaco e l’affinamento sui lieviti è di almeno sette anni.

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Uno spumante raffinato per iniziare al meglio il 2015.


Elisa:

Eleggerei a miglior vino provato nel 2014 uno Champagne Collard-Chardelle, che ho trovato davvero molto buono, con ottimi profumi, una buona acidità e un’ottima bevibilità (lo definirei “pericoloso” )… ah, e con un ottimo rapporto qualità prezzo!

Se invece vogliamo restare sui vini “nostrani”, il un vino che più mi ha piacevolmente colpito e sorpreso è stato Nudo, della cantina La Fioca. Nudo è un “vino spumante di qualità ancestrale brut nature” fatto con uve chardonnay coltivate in Franciacorta, un vino dai sapori marcati (di erbe officinali) ma che al contempo presenta un’acidità e una bevibilità pazzesche… da berne a fiumi!!!

Mentre per l’arrivo del 2015 mi sa che starò su un grande classico… un buon Giulio

 


 

Marco:

Il mio miglior vino dell’anno viene dalla Valle d’Aosta, è bianco, il Fumin Rovettaz di Grosjean.

È stato amore a prima vista, anzi al primo assaggio. Talmente buono che ho dovuto comprarlo alla prima occasione. È anche uno dei vini che ho aperto per omaggiare il 2015. Sarà anche uno dei vini che voglio ritrovare in questo nuovo anno e probabilmente nella mia vita.  


 Matteo:   Io quest’anno ho umilmente scoperto il Malbec

 


Klizia:   10891704_894577907233647_5321919488655371959_n

Questa è stata la mia bolla di Capodanno, ho ospiti milanesi e ci tengo a fargli assaggiare qualche cosina veneta.   Per quanto riguarda la miglior bottiglia bevuta sono seriamente indecisa tra il Vin Santo di Dal Maso e il Crémant d’Alsace (che peró forse vince più come miglior scoperta del 2014)

 


Carlo:

rosso_fracastoroTra i molti vini assaggiati nel 2014 (ho avuto la fortuna di partecipare al 1° livello del corso AIS a Vicenza) quello che mi è rimasto più impresso nella memoria è Fracastoro, un Amarone della Valpolicella di VignetiVillabella. Dedicato a Girolamo Fracastoro (1478-1553), medico, filosofo e poeta, autore di testi letterari sul vino, vissuto ad Incaffi, nell’entroterra del lago di Garda, questo vino mi ha rapito per i profumi intensi di chiodi di garofano, liquirizia e tabacco e perfino reminiscenze di ciliegia matura. e per la sua finezza. In bocca era ecco, caldo, morbido e abbastanza fresco nonché abbastanza tannico e sapido. Un vino con un sua struttura, maturo (l’annata era il 2007) e piuttosto equilibrato. Parlando invece del 2015, non ho ancora avuto tempo di assaggiare granché, ma un vino che non vedo l’ora di assaggiare, magari in compagnia di qualche amico è un IGT Malbech Castello di Porcìa del 2013. Questo vino è ottenuto da agricoltura sostenibile e viene descritto come “Colore Rosso rubino con riflessi violacei; Profumo Fruttato, vinoso e Sapore Morbido, delicato, caratteristico”. Sinceramente non vedo l’ora di stappare la bottiglia! Salute e buon 2015 a tutti!

 


 

Maicol: 

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Il vino che mi ha maggiormente stupito nel 2014 è il Faugéres di Clos Fantine, che mi è stato regalato da alcuni cari amici. Un uvaggio di 4 vitigni: Mourvedre, Carignan, Syrah e Grenache che esplodono in bocca, una tempesta di spezie, quasi piccante, bacche rosse che si bilanciano con un corpo caldo e un tannino deciso ma necessario. Tutto questo prodotto da una azienda biodinamica.

Mentre la più felice sorpresa del 2015 è stato abbinare lo Zucco (cotechino dell’Appennino reggiano) con un Lambrusco 2013 di Camillo Donati, una perla nera, lambrusco Maestri rifermentato in bottiglia, bollicine avvolgenti, sapore ricco, una bevibilità incredibile. Sicuramente accompagnerà molti altri miei pranzi in questo 2015.

 

 


Fabrizio:

Il mio vino del 2014 lo ricordo come una vera e propria esperienza mistica, per diversi motivi, dico solo che ero a Vinitaly 2014. Ad ogni modo, la bottiglia in questione si chiama Nathan, un Blanc de Morgex et la Salle della Valle d’Aosta. Un vino così unico che alle 5 del lunedì di Vinitaly lo ricordo come se fosse bere neve nel deserto. Un’acidità e una freschezza che fa entrare la mente nel cuore dei vitigni più alti e nobili d’Europa.

Il 2015 non mi ha ancora riservato l’emozione di un vino così unico, per cui voglio aspettare e vedere cosa mi riserva questa nuova annata…

 


Enrico:

Clyde-Park-wines-2014Il mio 2014 si chiuse con una selezione di vini del paese che mi ospita, l’Australia. Mi riferisco precisamente alla cantina Clyde Park di Geelong, piccola cittadina nello stato di Victoria. Tra i 6 vini degustati seleziono il loro Block F Geelong Pinot Noir 2013. Clyde-Park-visit-2014-Enrico-GiacominL’uva deriva da un vitigno del 1989 e viene pigiata in piccoli fermentatori aperti con l’utilizzo esclusivo di soli lieviti indigeni. Il vino viene poi lasciato a maturare in botti francesi per 11 mesi. Se ne ricava un Pinot Noir dal colore rosso rubino con leggerissimi riflessi granati, armonioso e seducente esprime un ampio bouquet di frutti a bacca rossa e sensazioni terrose repentinamente limate da speziature fini e leggere. Una texture al palato pulita e sinuosa consolidata da un tannino sottile.

Mentre per ciò che riguarda la mia bottiglia per il 2015 mi riservo di aspettare di esperienzare maggiormente l’enologia australiana.

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