Provateci voi a coltivare in Polonia

Non bastavano i rigori invernali, si son messe anche le guerre a distruggere le tradizioni vinicole della Polonia. Ma c’è chi non molla mai. Ecco come nasce un eroe del vino

Ho conosciuto Roman Mysliwiec a una degustazione qualche settimana fa. Se lo guardate un attimo sembra uscito da “Lo Hobbit” di Tolkien, o qualcosa di simile. Classica barba nanica coriacea di chi ha la tempra giusta per qualsiasi avversità, sorriso che stenta ad aprirsi, ma quando lo fa ti sembra come se ridesse babbo natale.

roman-mysliwiec

Dovete sapere che in Polonia, negli anni 50 un piano governativo provò a reintrodurre la cultura della vite, ma con il ceppo europeo, non resistente al freddo, senza ottenere perciò nada de nada. Il clima qui non è adatto per i classici vitigni nostrani, che andrebbero incrociati con le varietà selvatiche americane ed asiatiche per resistere al gelo, come insegna l’esperienza degli Istituti di Enologia di Moldavia ed Ucraina. Per questo il nostro Roman si è impuntato e nel suo vigneto sperimentale Winnica Golesz, a Jaslo in Polonia, ne ha sperimentate circa duecento varieta’ diverse ed attualmente ne vengono coltivate una quarantina. E’ stato prodotto del vino dai venti vitigni piu’ resistenti ed oggi se ne vinificano soltanto sette od otto, quelli che danno i migliori risultati.

Una parentesi enologica (dovrebbe essere un blog di vino, si) in Polonia, com’è logico attendersi, l’uva matura molto dopo a causa del lungo inverno e non si può vinificare coi sistemi tradizionali. Per ottenere un tenore alcoolico di 11 gradi le uve devono superare il 20 per cento di contenuto zuccherino, e qui e’ veramente troppo. Non si otterranno mai dei vini di alta classe, ma di medio livello si puo’ certamente. Per i bianchi sono adatte le viti di Seyval Bianco, Moscato di Odessa, Sibera Hibernal e Bianca, mentre per i rossi le viti di Rondo, Golubok e Wisniowy Ranni, ma se ne provano continuamente altre come l’Alden, anche in uvaggio. Il Seyval bianco è particolarmente resistente al freddo, e ne viene fatta larga coltivazione anche in Inghilterra. Non è malaccio, ma come si dice, il gusto tende ad essere inversamente proporzionale alla resistenza. Bianca resiste fino a -25°, una bestia, ogni anno matura puntualmente a fine settembre, e se gli si blocca la fermentazione al momento giusto sa pure un gradevole odore di erbe. Golubok e’ un’uva difficile, dopo qualche minuto di vendemmia le mani sono blu scure, pero’ ricompensa i sacrifici con un gusto pieno, amabile, e con un pizzico di zucchero dato con buonsenso diventa un vino da dessert con un piacevole retrogusto di ribes nero. Nessun vitigno pero’ supera il Rondo, dal quale esce un vino di stupendo colore rubino e di corpo pieno, che migliorera’ ancora.

Di questi vini se ne producono circa tremila litri all’anno, e vanno bevuti freschi entro l’anno, a causa della carenza di strutture di affinamento e invecchiamento nel vigneto sperimentale. Attualmente vengono assaggiati solo da amici ed intenditori proprio per gli scopi selettivi che si prefigge il luogo, ma non se ne può vendere una sola goccia. Ottenere la concessione dagli enti ministeriali polacchi è una lotta senza quartiere, quasi come scalare l’Himalaya, bisogna avere un laboratorio per le analisi in azienda, adempiere ad ogni più piccolo cavillo delle norme ISO 9000, applicazione tutta volta a favorire i fabbricanti autorizzati di vinacci di bacche rosse e nere mischiate con acqua, alcool e marmellate, autentica piaga di questo Paese che non e’ molto lontano dall’Ucraina dove si imbottigliano succhi di barbabietole, mirtilli ed alcool con l’etichetta copiata dai vini bulgari. MA guarda caso il tenace vignaiolo polacco ha scalato veramente l’Himalaya (ta-dan) e, tenendo duro col suo ettaro e trenta ettolitri di vino all’anno, con l’ingresso della Polonia nella CEE e il conseguente adeguamento delle norme alle politiche comunitarie, ha finalmente ottenuto il permesso alla vendita.

Una bella storia, di quelle che insegnano, e tra l’altro Romain Mysliwiec è anche fotografo…fate un salto sul suo sito http://www.roman-mysliwiec.pl/ se avete estro. Altrimenti, dismissed.

 

(fonti: Winnica Golesz; Google; http://www.roman-mysliwiec.pl/)

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