Vinitaly 2015: 5 cose IN e 5 cose OUT

Sono passate giusto due settimane dalla fine di Vinitaly 2015 che, per la 49esima edizione, aveva annunciato grandi numeri e novità.

Durante questo periodo abbiamo letto e sentito di tutto e di più, dalle lusinghe della stampa tradizionale, agli attacchi da parte di blog e addetti ai lavori.

Io, personalmente, non voglio attaccare nessuno e, per questo, mi limito a stilare le cose più IN e più OUT di questo Vinitaly appena passato.


Le 5 cose più IN di Vinitaly 2015:

1. I vini vegani

Foto da Facebook di VINITALY

Foto da Facebook di VINITALY

Proprio così, una delle notizie di maggior successo a Vinitaly 2015 è stata la presentazione dei vini vegani. Dopo i vini bio e vini naturali, non potevano di certo mancare i vini vegani. E occhio a non pensare ad abbinamenti con carne e pesce.

2. Lo stand FIVI

© Wineditors

Dopo ViVit e lo spazio dedicato ai vini biologici, sono arrivati anche i produttori più indie del panorama vinicolo italiano: quelli della FIVI. Lo spazio dedicato si trovava al Padiglione 8 (quello misto) e ospitava ben 53 produttori. Tra i caroselli dell’area Basilicata e il via vai di gente, quelli della FIVI, con i banchetti ricavati da bancali e le pareti verdi, hanno proprio “spaccato”. Il flusso di gente non era eccessivo e i “beoni da Astoria” non sono riusciti a raggiungere questa zona. Forse, proprio per questo, è stata una delle cose che mi è piaciuta di più. Solo persone interessate e produttori sorridenti, questo è stato FIVI a Vinitaly 2015. L’angolo dei più fighi. Per chi se lo fosse perso, ecco il video racconto di Mauro Fermariello.

3. Più abbinamenti cibo-vino

© Wineditors

 

Nell’anno di EXPO2015 non poteva di certo mancare il cibo a Vinitaly 2015. Oltre al padiglione di Sol&Agrifood, dedicato ai prodotti agroalimentari, tante sono state le iniziative presso gli stand di molti produttori.

A titolo personale, ho avuto modo di partecipare allo show-cooking di Fabrizio Nonis; il Beker è stato ospite dell’azienda San Osvaldo che lo ha invitato per presentare un piatto a base di carne di maiale abbinato ad uno dei vini di eccellenza dell’azienda: il Raboso Malanotte DOCG.

4. Meno beoni e più business (tranne la domenica)

repost

Domenica a parte. È stata la mia prima edizione di Vinitaly in cui ho visto più addetti ai lavori rispetto alle classiche comitive di ubriachi. Anche gli organizzatori hanno confermato e “urlato” a suon di comunicati stampa il successo di Vinitaly. Crescono i buyer esteri (140 invece dei 120 dell’edizione 2014), i visitatori a quota 150mila, oltre 2.600 giornalisti da 46 nazioni e ripresa del mercato interno con operatori horeca e Gdo.

Questo il sunto (o meglio titolo) di uno dei CS ricevuti e diciamolo: BRAVI agli organizzatori per questo risultato.

5. Più illustrazione. Meno pacchianeria.

illustrazioni vinitaly

Ok, ora non voglio sputare troppo in alto, ma ho visto degli stand veramente fatti bene (a mio giudizio), dalla grafica nuova, creativa, fresca. Colori, grafiche artistiche e illustrazioni, il modo migliore per garantire un’esperienza enoica in stile “Alice nel Paese delle meraviglie”.


Le 5 cose più OUT di Vinitaly 2015:

1. Rete mobile

Come l’anno scorso, anche per quest’edizione ci sono stati gli stessi problemi. E per i social addicted come me, che non vedevano l’ora di postare foto di vini e twittare, è stato un vero dramma. Anche la linea wi-fi dedicata ai produttori non andava molto meglio, infatti diverse sono state le lamentele da parte di vignaioli “incazzati” (ovviamente non è solo colpa degli organizzatori, ma del servizio in generale).

2. I bagni

Spesso al limite dell’agibilità e poco attrezzati, soprattutto per le donne. All’Oktoberfest lo sanno bene come risolvere a questa situazione e per questo ogni anno allestiscono urinatoi chilometrici per sopperire al questa esigenza. A Vinitaly 2015 si è ripetuto il problema degli scorsi anni e, per fortuna, che ero spesso al Padiglione 8 (forse i bagni più “belli” di Vinitaly).

3. Sicurezza nei parcheggi

Purtroppo sono stati diversi i casi di vetri sfondati nei parcheggi e non sto parlando di bottiglie di vino, ma dei finestrini delle auto. Sono anche queste le cose che non attirano un pubblico estero e che spingono alcuni produttori a scegliere altri palcoscenici per presentare i propri vini.

Dal blog Vino al Vino di Franco Ziliani

Foto dal blog Vino al Vino di Franco Ziliani

4. I beoni della Domenica

Per quest’anno mi ero ripromesso di fotografare gli ubriachi di Vinitaly per poi creare una photogallery dal titolo “l’altra faccia di Vinitaly”. Peccato che domenica sono stato troppo impegnato e, durante gli altri giorni (per fortuna), non ho assistito alle solite scene. Ebbene sì, nonostante lo sforzo, anche a Vinitaly2015 si sono intrufolati i soliti “beoni” che occupavano stabilmente il Padiglione Lombardia e il Padiglione Veneto. La loro massima aspirazione era, probabilmente, un selfie con le ragazze immagine di Astoria. La frase più bella fatta ad un produttore da uno di questi fantomatici individui è stata questa:”Cos’hai da bere?”. Oh my god!

 

5. I bagarini?!?

Vinitaly come un concerto di Vasco? Proprio così. Compro e vendo biglietti, questa è l’antifona che si sentiva agli ingressi della fiera, eppure non era un concerto.


Dopo queste considerazioni non resta che darsi appuntamento alla 50esima edizione di Vinitaly.

Che dite: aiutiamo anche noi a migliorare le cose che non sono andate? Firmate la petizione.

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