Wine Cheers: un calice in compagnia di Controvino

Giacomo Controvino Abbiamo incontrato Giacomo, titolare e fondatore di Controvino, un negozio/e-commerce/luogo di degustazioni presso Mestre (Ve).

Ma, perché intervistare uno con un nome così…controverso?

Beh, forse è proprio quello il motivo che ci ha attratto. O forse perché promuove prodotti che anche noi riteniamo giusti. Quei vini che preservano la tradizione, la cultura e la biodiversità del territorio. O anche perché utilizza canali differenti per la vendita, senza passare dai “soliti” rappresentanti.

Questo e molto altro, è ciò che ci ha incuriosito!

Scopri cosa c’è dietro Controvino…

 

 

Wineditors: Cos’è Controvino? E da dove nasce?

Controvino: Iniziato come un hobby, dopo vari percorsi formativi (AIS, Slow Food), culminati con un master universitario a Padova, ho maturato una certa cultura del vino, la quale mi ha portato a vedere il vino come una cosa viva e non come un prodotto qualsiasi. Così, decisi di rendere questa mia passione, la mia vera professione. Perciò, Controvino nasce nel settembre 2012, come attività e-commerce e di vendita sia al dettaglio che porta a porta, senza sottovalutare l’aspetto culturale di divulgazione di una determinata cultura del vino.

W: Perché la scelta di vendere on-line?

C: Se devo rispondere onestamente, è stato per un motivo economico. Utilizzare il web è semplice e costa poco. Con un po’ di esperienza ci si riesce a muovere e fare comunicazione è semplice.

Anche se sono del parere che internet stia cominciando una fase ascendente, perché nella vendita sono importanti i rapporti faccia a faccia.

W: Allora, qual è la direzione di Controvino?

C: Avere un luogo dove poter creare una comunità vera di consumatori, che condividono la stessa passione del vino…ma il vero vino, come lo intendo io.

Non m’interessa vendere per forza qualsiasi cosa, pur di vendere!

Voglio, invece, promuovere un certo tipo di prodotti che rispettano alcuni principi (vedi qui), condividendoli con altri appassionati.

punto vendita Controvino

Il nuovo negozio Controvino in viale San Marco a Mestre (Ve)

W: Com’è nata la scelta di vendere questo tipo di vini?

E’ l’evoluzione di un percorso nato negli anni ’90 e maturato fino ad oggi. Quando mi son reso conto che la mia passione poteva, o doveva diventare, la mia professione.

Non è solo una questione di gusto, ma anche un discorso etico. Controvino significa contro i canoni delle mode, contro l’omologazione del vino!

W: Di quante etichette disponi?

C: Dipende…circa una sessantina. Prevalentemente italiani. Ma, ho iniziato anche con alcuni champagne: “Cossa vuto….xe boni!!

Comunque, sono tutti vini di nicchia. Infatti, è mia cura costruire un rapporto diretto con il produttore, senza passare da un intermediario.

bottiglie Champagne Controvino

Alcune bottiglie di Champagne

W: Su cos’è che deve puntare il vino italiano per resistere/salvaguardarsi dalla concorrenza internazionale?

C: Innanzitutto, dovrebbe continuare a vendere fuori dall’Italia! Comunque, anche le piccole realtà, che lavorano prevalentemente nel mercato italiano, continuano a vendere senza problemi.

Perché alcuni, essendo prodotti di nicchia, non hanno difficoltà, anzi!

Se vogliamo parlare a livello politico, è vero che si “rompono il culo” e non vengono riconosciuti per quello che fanno.

Ma, per fortuna ci sono esempi interessanti che riescono a fare sempre prodotti di qualità e alla portata di tutti.

Come, Menti che ha saputo trasformare una realtà “antica” in un nuovo modo di vedere il vino attraverso la conoscenza e la comprensione dello stesso.

W: Sappiamo che anche tu scrivi in un blog?

C: Purtroppo oggi non ho più tempo, però se devo scrivere per seguire la logica della comunicazione web, allora lo lascio a fare qualcun altro. Non mi piace scrivere come un’analfabeta solo per seguire le regole di internet (si riferisce alla tecnica di scrittura per farsi indicizzare da Google, detta Seo…solidarietà, fratello, n.d. Matteo Momentè).

W: Torniamo a parlar di vini: come scegli? A parte il gusto personale…

C: Ora, non è che mi son svegliato ed ho iniziato con vini “a caso”, ma è tutto un work in progress, è una cosa dispendiosa e l’obiettivo è di avere un vino che rappresenti ogni regione, seguendo le logiche dette prima. E’ un’evoluzione continua, diciamo.

W: Iniziamo con domande un po’ scomode. Cosa pensi di Slow Food? …e Eataly?

C: Il problema è legare le due cose insieme. Slow Food è una cosa giusta. Eataly è il peggio del peggio, è inutile fare i filantropi quando in realtà è un falso ideologico (sta parlando di Oscar Farinetti, n.d.r.).

C’ha visto lungo su una cosa e ci ha preso dentro… anche con la storia del Vino Libero, alla fine son quattro produttori amici suoi che si son messi a vendere vini all’Ikea, spacciandoli per liberi…ma liberi de cosa?!?

W: Abbiamo capito che sei un indie del vino. Perciò, la domanda sporge spontanea: tu ci andrai al Vinitaly?

C: Direi di no, non ce la faccio più, è da un paio d’anni che non vado. Probabilmente andrò a Villa “La Favorita” (Vinnatur 2014, ndr). Perché è un lavoro autentico, anche se ormai conosco bene i produttori, per cui non ne avrei necessario bisogno.

W: Non resta che fare un brindisi e salutarci alla prossima.

C: Volentieri e la prossima volta vi offro io il vino.

bicchieri vino

[Sarà rimasto deluso dalla bottiglia che gli abbiamo portato?! Chissà…]

[A me e alla Lisa è piaciuto un sacco, e anche al Brescia, il fotografo che stava preparando la mostra nella stessa stanza. Non sarà un vino da sommelier ma alla gente ruja piace. Don’t touch my Rustego, n.d. MM)

 


 

controvino from wineditors on Vimeo.


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