10 esempi di packaging creativo del vino

 In Art, Wine & Style

Lo studio del packaging è diventato una priorità nelle strategie di marketing anche nel settore vinicolo, creando così vere e proprie opere di design creativo

Quando una bottiglia fa parlar di sé non per ciò che c’è all’interno ma per la sua estetica, allora significa che la cantina o collabora con designer cazzuti o con un buon ufficio stampa. Detto questo, credo che l’innovazione nel packaging sia la nuova frontiera (e sfida) per le cantine italiane che, troppo spesso, mantengono un’impostazione classica senza osare in qualcosa di nuovo/diverso.
Persino i tradizionalisti francesi hanno colto l’opportunità (soprattutto le aziende gestite da “giovani”) di creare etichette particolari, anche provocatorie, che riuscissero a catturare l’attenzione dei consumatori, generando interesse attorno al contenitore.
Abbiamo già parlato di alcune etichette in questo articolo senza trattare però il tema delle bottiglie, così in questo articolo ho voluto raccogliere 10 esempi di packaging creativo del vino.


#1 | Homer & Pieter Mondrian – Wine, or maybe not? (Rus)

bottiglie

#1 | Simpson & Mondrian

Abbiamo già parlato del segreto di questa bottiglia in questo articolo, ma come può non piacere questo packaging?! Una concept idea fatta da 2 designer russi e che di certo ha fatto storgere il naso alla Fox.

In ogni caso, questo resta un chiaro esempio di come il packaging faccia parlare di sé solo per il suo aspetto estetico e non per la sua duttilità o per il suo contenuto.

 


#2 | La Poderosa – Bodega Del Fin del Mundo (Arg)

#2 - La Poderosa

#2 | La Poderosa

Questa bottiglia di Cabernet Franc e Merlot sicuramente non possiede colori sgargianti o un design particolare, ma l’utilizzo di tonalità vintage e l’immagine della Poderosa (la mitica Norton 500 M18 usata da Che Guevara durante il suo viaggio in Argentina) rendono questa bottiglia un vero gioiello. Raccontare la storia di un territorio attraverso le analogie che ci sono con i simboli di un personaggio storico è stato un vero colpo di genio da parte degli ideatori Kid Gaucho e Lucas Lasnier

#2 | La Poderosa (retro)

#2 | La Poderosa (retro)

Anche il retro dell’etichetta è una vera chicca: la finta intestazione di una lettera antica che porta l’indicazione dell’origine.

 


#3 | Bardolino – Bigagnoli (It)

#3 - Bigagnoli

#3 | Bigagnoli

L’unica bottiglia italiana che ho voluto inserire è l’etichetta dell’azienda Bigagnoli, vincitrice del premio di miglior etichetta del Vinitaly 2014. Il suo design minimale e pulito, le iconcine che indicano le caratteristiche e il logo dal font accattivante, sono  le caratteristiche che rendono questo packaging un buon esempio di come, utilizzando anche poche risorse, sia possibile creare qualcosa d’innovativo che faccia parlare di sé.

Grazie anche a questa etichetta Bigagnoli ne ha fatta di strada: ieri era un vino da garage, oggi fa concorrenza a Brad Pitt e Angelina Jolie.

 


#4 | Moi, Je m’en fous – Domaine Messenicolas (Gr)

Moi, Je m'en fous - wine bottle

#4 | Moi, Je m’en fous

Questo packaging è stato ideato dalla The BrandHouse per la cantina Domain Messenicolas di G.Karamtiros, una piccola winery che porta il nome del villaggio dove risiede, la cittadina di “Messenicolas” nella Grecia centrale. Questo imballaggio utilizza delle illustrazioni ironiche e sicuramente uniche. Con la bottiglia è compresa anche la scatola e il sottobicchiere, entrambi con lo stesso stile.

In particolare, questo progetto è stato studiato per lanciare una linea di prodotti derivanti da uve locali: il Musquat de Hamburg (Moscato d’Amburgo, varietà molto diffusa nella Grecia centrale), la Malagouzia (vitigno autoctono, è la varietà più aromatica presente nel territorio ellenico) e  Limnionas (varietà proveniente dall’isola di Lemno.

Il perché di questa scelta stilistica è molto semplice, un design fresco e giovane per vini freschi e giovani.


#5 | Boarding Pass Shiraz – R Wines (Aus)

5 |Boarding Pass Shiraz

5 |Boarding Pass Shiraz

La semplicità va premiata sempre, soprattutto quando si ha un’idea originale. Questa etichetta ne è un esempio lampante! L’idea di base è stata quella di ricreare un biglietto aereo e le istruzioni di bordo, adattando tutti questi contenuti alle informazioni sul vino.

#5 |Boarding Pass Shiraz (retro)

#5 |Boarding Pass Shiraz (retro)

 


#6 |Portrait Wines – Gut Oggau (A)

gutoggau-wine-portraits_1

#6 |Portrait Wines

La cantina austriaca Gut Oggau ha voluto dare un volto ai propri vini attreverso 9 personaggi, ognuno con una diversa personalità che rispecchia le caratteristiche di ogni vino. I disegni sono stati fatti dal designer Jung von Matt il quale ha dato ad ogni vino una faccia, da giovane a vecchia, da donna a uomo, dal tono scherzoso al misterioso. Ogni volto ha un proprio nome e una storia che rispecchia l’espressione del vino che rappresenta.

 


#7 | Cavallum – Ciclus (E)

ciclus-wine-case-lamp_1

#7 | Cavallum by Ciclus

Non tutti gli imballaggi sono fatti per essere buttati e questo packaging ne è la prova. Una volta finita la bottiglia (o quando l’avete rimossa dalla scatola) è possibile utilizzare la confezione come una lampada dallo stile unico e funzionale, annessa alla scatola c’è anche il cavo per l’illuminazione.

Questo prototipo è stato ideato dallo studio catalano Ciclus, il quale ha ottenuto diversi premi in concorsi internazionali di design.Schermata 2014-08-21 alle 14.04.08


#8 | Braille wine bottle – Lazarus wine

lazarus-wine

#8 | Braille wine bottle – Lazarus wines

La bottiglia per i ciechi, sembra uno scherzo ma così non è! L’intera etichetta è ricoperta da scritte in linguaggio braille che descrivono il vino e la cantina; ovviamente c’è la descrizione anche in lettere dell’alfabeto, ma comunque resta il fatto che la scelta della cantina spagnola Lazarus sia stata quella di veicolare tutta la propria comunicazione attraverso questo linguaggio (vedi sito). Sicuramente una strategia controversa, ma che di sicuro ha portato visibilità all’azienda, oltre a creare curiosità ai consumatori. Anche perché il vino non si deve vedere ma bere.


#9 | Blossom Cava – Stella Wines (Nor)

blossom-cava-sparkling-wine-03

#9 | Blossom Cava – Stella Wines

 

Una bottiglia da offrire alla propria amata, a lei i fiori e a lui il vino. Ok, con questa bottiglia forse ho esagerato, eppure come non restare colpiti da questo packaging?! Un’idea così semplice che non era mai venuta a nessuno prima.

Questa bottiglia di Cava (noto spumante spagnolo) di fatto è stata ideata per colpire un pubblico femminile che, secondo un parere diffuso, spesso possiede la parola finale nella scelta del vino. Il progetto ideato da Packlab, studio norvegese specializzato nella costruzione di packaging, è stato commissionato dall’azienda Stella Wines (brand del gruppo norvegese Solera) con l’obiettivo di donare ai consumatori più di un vino: un’emozione da regalare attraverso un finto mazzo di fiori che non può che far sorridere.


#10 | USB Port Wine (US)

usb-wine

#10 | USB Port Wine

 Last but not least. Questa bottiglia non è Porto ma è Port, anzi USB Port. L’idea è nata dal fatto che, per una legge comunitaria europea, nessuna cantina può usare la parola “port” o “porto” nella propria etichetta, a meno che il vino non sia stato effetivamente prodotto in Portogallo. Così, l’azienda californiana Peltier Station si è inventata questo stratagemma per ovviare al problema, chiamando questo vino dolce “USB Port” e inserendo nell’etichetta il logo delle porte USB. Idea geniale, non solo per il nome, ma anche per la grafica che, oltre ad essere molto piacevole, ha come trama un codice binario che tradotto riporta al nome dell’azienda produttrice: la Peltier Station Winery.

Lasciaci un tuo commento

commenti

Recommended Posts

Rispondi

Contact Us

We're not around right now. But you can send us an email and we'll get back to you, asap.

Start typing and press Enter to search

cobra wine