DOCG Eccellenza italiana nel mondo

 In Wine & Events

Quest’anno ho avuto il piacere di partecipare per la prima volta all’evento di promozione delle DOCG Italiane tenutosi all’Abbazia di Praglia (PD).
Lo stile architettonico in cui si integrano felicemente il tardo gotico e il rinascimento ha fatto da perfetta cornice ai tanti banchetti di degustazione di tutti i produttori vitivinicoli italiani che rientrano, con tutti o solo alcuni dei loro prodotti, nel disciplinare di produzione fregiandosi del marchio di denominazione di origine controllata e garantita (DOCG).

Ci tengo a precisare che questo marchio, di origine tutta italiana, garantisce la tipologia di un vino prodotto secondo un regolamento che ne certifica zona di coltivazione e tecniche di produzione, ma che non è assolutamente da intendere come sinonimo di qualità superiore rispetto ad altri vini del nostro territorio. Per diverse caratteristiche i produttori non possono o non vogliono rientrare nel disciplinare mantenendo e garantendo comunque un ottimo prodotto con le sue qualità specifiche.

Detto questo posso addentrarmi nel racconto della splendida giornata di degustazioni che ho passato domenica 11 maggio a Praglia di Teolo.
Il luogo era estremamente suggestivo: tra le varie stanze dell’Abbazia si snodavano i banchetti divisi per regione e per sottocategoria di prodotto, per riunirsi poi tutti nel chiostro interno dove venivano serviti piatti di salumi e formaggi e ad intervalli di qualche ora anche sfiziosi piatti di pastasciutta. In un piccolo chiosco esterno su richiesta si poteva intraprendere una degustazione guidata di sigari sempre di produzione italiana.

Il prezzo di entrata era decisamente contenuto e includeva tutte le degustazioni libere, soltanto due incontri a tema erano a pagamento esterno e su prenotazione (ahimè non sono riuscita a farlo in tempo!): uno sugli spumanti prodotti con i due diversi metodi (Classico e Charmat), l’altro sull’espressione del territorio nei vini rossi.

Mi ha colpito particolarmente la cortesia del personale di servizio pronto e preparato ad ogni domanda con la dovuta spiegazione, chiara e precisa anche per i non professionisti del settore. Unica cosa però che effettivamente mancava era la partecipazione dei proprietari delle varie cantine, erano davvero poche quelle con i loro vignaioli in rappresentanza,  per la maggior parte la presentazione dei prodotti era stata delegata a dei sommelier Ais che, come dicevo prima, sono stati comunque degni di nota per precisione e preparazione.

DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

DOCG Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore

Inutile fare l’elenco completo delle possibili degustazioni perché tra le 73 DOCG e le 160 cantine presenti all’evento, c’era l’imbarazzo della scelta e oltretutto… Vi toglierei lo sfizio di scoprirlo da voi il prossimo anno!
Riporto solo, per concludere, alcuni vitigni che mi hanno particolarmente emozionata in questa giornata ricchissima di gusti e profumi: più che altro per la scarsa possibilità che ho di assaggiarli nella mia quotidianità ho dato la precedenza a vini più o meno lontani dalla mia zona di origine.

Per il Nord Italia devo assolutamente menzionare l’Erbaluce di Caluso (Piemonte), vitigno che si esprime benissimo nella sua DOCG di vino bianco fermo ma anche nelle versioni spumantizzato e passito; obbligatorio è il passaggio nelle zone di Franciacorta (Lombardia) e vorrei porre particolare attenzione alle produzioni della cantina Castello Bonomi in quanto il territorio di coltivazione sulle pendici del Monte Orfano dona al vino una spiccata sapidità, diversa dai “classici” Franciacorta proprio perché il terreno porta con sé i residui di un antico sollevamento tettonico che lo rende

DOCG Picolit e Ramandolo, Friuli Venezia Giulia

DOCG Picolit e Ramandolo,
Friuli Venezia Giulia

estremamente minerale. Infine è stato doveroso un assaggio di Ramandolo e di Picolit del Friuli che, per la prima volta in vita mia, ho avuto l’onore di assaggiare. Quest’ultimo vino è stato grande oggetto dei miei studi…e degustarlo con la consapevolezza di cosa stavo bevendo non ha avuto prezzo, senza troppi giri di parole vi dico solo che l’attesa ne è valsa la pena!

Per quanto riguarda il Centro Italia ho piacevolmente degustato DOCG toscane come il Morellino di ScansanoChianti, particolare menzione va al Chianti Rufina della cantina Frescobaldi: questo territorio più a nord-est di Firenze (zona caratterizzata dalla freschezza) dona al vino profumi estremamente più percepibili e definiti.
Delle Marche è stato immancabile la DOCG Offida nelle sue varianti: pecorino (dalle caratteristiche fresche e giovani ma molto persistenti), passerina (dal gusto più importante che ricorda i fiori gialli e i frutti maturi) e rosso (dai sentori gustosi che ricordano cioccolata e liquirizia).

Il Sud e le Isole italiane concludono questo viaggio a tema vinoso nel nostro territorio. Per quanto riguarda la Campania, della quale ho particolarmente apprezzato i prodotti, impossibile non nominare Greco di Tufo, Fiano d’Avellino e Taurasi con occhio di riguardo per la Cantina di Prisco (situata in una zona vulcanica che dona sentori particolari e freschi ai suoi vini). Infine per la Puglia è stato doveroso l’assaggio del Primitivo di Manduria come per la Sicilia del Cerasuolo, vini e vitigni che hanno degnamente rappresentato le caratteristiche delle loro terre di provenienza.

Intanto la mia “to do list” in merito ai vini da degustare si allunga e, dopo questo lungo articolo, penso e spero anche la vostra, perché non c’è nulla che, come il vino, rappresenti al meglio le caratteristiche territoriali del nostro Bel Paese! 

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commenti

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Showing 3 comments
  • Francesco Cannizzaro
    Rispondi

    Deve essere stato davvero interessante! L’erbaluce di Caluso è un vitigno molto sottovalutato ma delle grandi potenzialità. Complimenti per l’articolo!

    • Klizia
      Rispondi

      Ciao Francesco! Ti ringrazio dei complimenti, se ti interessa la prossima settimana a Torino ci sarà un evento interamente dedicato all’Erbaluce di Caluso 🙂

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