Il resveratrolo, il vino rosso e alcuni falsi miti

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Sarà capitato a tutti di sentire almeno una volta degli adagi del tipo “il vino fa buon sangue” e simili, i quali più che da vere e proprie certezze scientifiche derivano da credenze consolidate nel tempo, a volte confermate e spesso smentite.

Tra queste potremo aggiungere anche le decantate proprietà di un fenolo contenuto nella buccia dell’acino dell’uva che è conosciuto come Resveratolo.

Da un punto di vista più botanico questa sostanza viene prodotta dalla pianta a fini di difesa, infatti è una sorta di fito-farmaco naturale che in parte la difende da funghi e batteri (tra i più comuni ad esempio l’oidio).

La ribalta del Resveratrolo anche da un punto di vista medico, ossia come sostanza che potrebbe avere delle proprietà benefiche anche per l’essere umano, è nato da uno studio francese sviluppato tra la fine del ’70 ed inizio anni ’80.
Questo studio, conosciuto come “paradosso francese”, andò a comparare la popolazione di un’area della Francia (dedita alla produzione di vino) e quella di un’area degli USA (senza tradizioni enologiche), che però avevano in comune tra loro il tipo di alimentazione, nello specifico una dieta ricca di grassi saturi.

Quello che lo studio all’epoca portò alla luce fu che la mortalità derivata da malattie cardiovascolari era inferiore in modo rilevante nella popolazione dell’area francese campione di studio.
La ragione di questo era stata attribuita al maggior consumo di vino, nello specifico ai polifenoli in esso contenuti, ed in modo particolare tra questi era stato individuato il Resveratrolo.

Questo primo studio fu in seguito anche bersaglio di critiche, derivanti in modo particolare da componenti della comunità scientifica. L’aspetto discordante era legato soprattutto alla reale possibilità di comparare popolazioni di regioni differenti e le loro abitudini alimentari, per quanto apparentemente simili. Le ipotetiche proprietà benefiche e preventive del resveratolo, individuate in modo particolare nella prevenzione di malattie cardiovascolari, si sono per cui trascinate, anche grazie alla rilevanza mediatica che ne è stata riservata e spesso non in modo acritico, per parecchi anni dopo la pubblicazione dello studio.

E’ giusto ricordare che il Resveratrolo non é contenuto solo nel vino, ma è presente anche nel cioccolato e nel mirtillo.

Ma più nello specifico quali sono le proprietà che erano/sono attribuite al Resveratrolo:

–  previene malatie e problemi legati alla salute cardiovascolare (vedi arteriosclerosi)
–  azioni antitumorali
–  migliora la fluidificazione sanguigna, prevenendo la formazione di grumi o coaguli.
–  potente anti-ossidante, rallenta l’invecchiamento della pelle, ha un azione naturale anti-age
–  proprietà antinfiammatoria

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Uno studio di recente pubblicazione, effettuato dalla John Hopkins University of Medicine di Baltimora, è arrivato però a conclusioni differenti che hanno controvvertito le precedenti conclusioni a cui era arrivato il cosiddetto “paradosso francese”, ossia le proprietà preventive di alcune patologie che erano state attribuite al Resveratrolo.

Il team della J.H.U. ha preso come campione per lo studio la popolazione di una zona a grande tradizione vitivinicola italiana: quella del Chianti. Il gruppo di persone analizzato era composto da quasi 800 persone di età superiore ai 65 anni, la durata temporale dello studio ha compreso la forbice di tempo dal ’98 al ’09, durante il quale, quotidianamente, sono state campionate le urine delle persone oggetto dello studio, ai fini di analizzare la percentuale dell’anti-ossidante presente.
Le percentuali di Resveratrolo riscontrate però, per quanto percentualmente superiori alla media, non hanno dato nessun riscontro dal punto di vista medico scientifico. Infatti, l’avvicendamento delle patologie che hanno colpito il campione di persone studiate, in relazione a quelli che erano i presunti benefici che si sarebbero dovuti avere dall’assimilazione di una percentuale maggiore alla media di Resveratrolo, non hanno però dato alcun riscontro reale e significativo.
Il team di studiosi dell’università John Hopkins, al termine della loro ricerca, è per cui giunto alla conclusione che il Resveratrolo non ha nessuna delle proprietà che gli erano state attribuite in precedenza. Tra le principali possiamo ricordare la salute cardiovascolare, azioni anti-tumorale, antinfiammatorio, potere anti-ossidante ed anti-age.

Gli studiosi della J.H.U. hanno però indicato, a corredo dello studio, che alcune proprietà positive per l’organismo, negli alimenti come il vino, cioccolato ed i mirtillo, sono riscontrabili.
Questo affermazione ha portato ad ipotizzare che potrebbero essere altre le sostanze in essi presenti che possono risultare utili alla buona salute dell’organismo umano, non dimenticando, ricordano i ricercatori, che si tratta comunque di sostanze composte e complesse, per cui attribuire il merito ad una sola molecola come è stato fatto con il Resveratrolo, risulterebbe poco realistico.

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